Nuovi studi medici ricercano i rapporti fra la postura dentale e la salute generale degli individui. In futuro potrebbero cambiare il rapporto fra dentista e paziente, nella diagnosi e nei metodi di cura.

Lo studio e l’aggiornamento scientifico per il dentista e l’odontoiatra non sono solo un dovere professionale, ma influenzano sensibilmente il rapporto di trasparenza fra medico e paziente nel momento della diagnosi e nella scelta della cura. Inoltre – lo vedremo successivamente – riguardano il come e perché la prevenzione serve a limitare i danni e i costi delle patologie dentali…
E non solo. Parliamo allora le nuove frontiere dell’odontoiatria, che sono in parte inesplorate ma che potrebbero modificare gli orizzonti della professione e degli interventi sui pazienti.

A partire dalla gnatologia, che è una parola strana ma evocativa,perché è una branca dell’odontoiatria che studia le funzioni della masticazione, il movimento mandibolare in rapporto con la mascella e la conformazione della struttura dentale, la cosiddetta “occlusione”. L’occlusione, cioè i contatti tra i denti delle arcate superiore e inferiore (quando la bocca è ferma o in movimento) è spesso imperfetta. Queste anomalie deno minate “malocclusione”, possono essere sia di origine genetica (come natura ci ha fatto) che comportamentale, nel momento in cui teniamo una certa postura non corretta dei denti e della bocca.

Per capire di cosa stiamo parlando, e quali possono essere le conseguenza negative non solo per la bocca ma anche per altre fondamentali funzioni dell’organismo umano, vale al pena prendere ad esempio la prima vertebra cervicale: l’atlante. Situata in una posizione strategica, questa vertebra è una sorta di “piedistallo” che sorregge il cranio e il suo corretto bilanciamento è fondamentale per l’efficienza della circolazione del sangue e di certe delicate funzioni neurovegetative: ritmo cardiaco, intestinale e della respirazione.

Ebbene, recenti e autorevoli studi e diagnosi hanno evidenziato che – esclusi particolari traumi subiti alla nascita o nel corso della vita – nell’ 80 % dei casi, i deleteri squilibri di questa vertebra sono derivati da una “malocclusione”. Certo, le ricerche in tale ambito sono ancora in evoluzione e anche gli strumenti di diagnosi sono ancora complessi e da perfezionare, ma nel prossimo futuro apriranno nuovi fronti di adeguamento professionale e responsabilità da parte del dentista, che vanno ben oltre la parcellizzazione dei singoli interventi su quello o quell’altro dente.

Le relazioni determinanti e le interconnesioni fra i problemi di postura dentale (originarie o acquisite) e le conseguenze sulla salute generale di un individuo, saranno destinate ad allargare – in campo odontoiatrico – sia l’approccio con i problemi (passati e presenti) della bocca del paziente, sia le metodi- che che dovranno essere sempre più calibrate sul migliore rapporto fra costi, benefici e durata nel tempo delle cure.

Di alcuni di questi dettagli, fondamentali nel rapporto fiduciario fra medico e cliente ne riparleremo presto, nella prossima puntata.

Dott.sa Paola Ercolani